Dschola ad ABCD di Genova

downloadDschola ha partecipato al salotto nazionale ABCD di Genova intervenendo al convegno sulla Buona Scuola Digitale. Sono intervenuti il prof. Zucchini, la prof.ssa Perrone, il prof. Barbero e il prof. Davì.

Dario Zucchini, ha presentato la struttura necessaria per le classi 2.0, focalizzando l’attenzione sulla scelta dei dispositivi per la connettività wireless (per approfondimenti rimandiamo alle slides che saranno pubblicate sul sito).

Alberto Barbero e Mattia Davì hanno presentato le attività di Dschola svolte nell’ambito del coding. Dalle slides si può vedere come Dschola abbia svolto la funzione di precursore nella promozione dell’uso di Scratch nella scuola, in particolar modo con l’Italian Scratch Festival che con l’edizione 2014 è giunto alla 4° edizione.

Inoltre i progetti sul coding hanno raggiunto un loro riconoscimento con il progetto We learn, in collaborazione con l’università di Stoccolma e con la linea progettuale “Programmo Anch’io” nell’ambito del progetto Diderot 2014 – Fondazione Crt (qui è possibile vedere il sito dedicato).

Mattia Davì ha illustrato come il coding costituisca un modo diverso di approcciarsi all’apprendimento, sfruttando come punti cardine la creatività e la capacità di problem solving. In quest’ottica apprendere un linguaggio come Scratch non ha l’intento di sviluppare dei piccoli programmatori in erba, ma è necessario per comprendere le logiche di funzionamento di un programma: la competenza appresa sta nell’orientarsi in questo nuovo alfabeto, che è quello digitale.

Stella Perrone dell’IIS “A. Castigliano” di Asti ha presentato un modello di formazione sostenibile “Le scuole per le scuole” realizzato nell’ambito dell’attività dei Csas Dschola (Centri Servizi Animazione e Sperimentazione) in collaborazione con Usr Piemonte. L’intervento è stato condotto in collaborazione con con la dott.ssa Anna Massa dell’ufficio scolastico regionale del Piemonte.

Le caratteristiche vincenti del modello di formazione presentato si possono riassumere in alcuni punti:

  • Ricerca permanente;
  • Passione e continuo aggiornamento dei formatori;
  • Diffusione delle buone pratiche;
  • Condivisione (intesa come la volontà di trasferire le competenze e diffondere le buone pratiche);
  • Crescita del know-how delle scuole per renderle autonome nella gestione delle tecnologie, riducendo i costi di manutenzione dei laboratori;
  • Collaborazione;
  • Apertura al territorio (enti e associazioni / università / centri di ricerca);
  •  Creazione di modelli replicabili. In questo senso abbiamo creato veri e propri prodotti:
  1. AssoDschola e Manutenzione zero (che partono da esperienze sul campo basate sui bisogni delle scuole);
  2. Modello 1:1 (One to One Computing), implementato nel progetto Scuola Digitale in Piemonte, nasce da una precedente esperienza, tra le prime sperimentazioni in Italia.
  3. Coding: da anni i Csas lavorano per una didattica innovativa dell’informatica e propongono strumenti di facile uso (Scratch, AppInventor, …).

Il nostro modello vincente è la rete, essere un’associazione di scuole per le scuole che insieme fanno sistema e permettono lo sviluppo di tutte le scuole del territorio.

Museo dell’Energia

museo_energiaCon piacere segnaliamo il Museo Energia - www.museoenergia.it -  un museo virtuale, allestito e costantemente aggiornato da esperti in materia di energia.

In un contesto economico e sociale in rapido cambiamento è necessario che i cittadini, in particolare i giovani, dispongano di informazioni aggiornate, credibili e accessibili in tema di energia e ambiente anche per poter effettuare scelte responsabili. Da qui è nata, qualche anno fa, l’idea di dar vita ad un museo virtuale, uno “spazio” di approfondimento sulle tematiche energetiche che si rivolge agli studenti degli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore, al relativo corpo docente e, di conseguenza, alle famiglie. Una raccolta organizzata di articoli, presentazioni, pubblicazioni dal download gratuito e video che spaziano dalla storia dell’energia, alle fonti energetiche convenzionali, dall’energia nucleare alle fonti rinnovabili, dalla tutela ambientale al risparmio e usi finali.

Un luogo di formazione e diffusione dell’informazione in materia di energia in cui gli esperti, che certificano la propria competenza con curriculum vitae e foto, condividono a vari livelli le proprie conoscenze ed esperienze in una grande e innovativa rete sociale. Attraverso www.museoenergia.it si vuole fornire, a quanti siano interessati, versioni favorevoli e contrarie di ogni argomento trattato perché ognuno possa costruire in modo autonomo la propria opinione al riguardo.

È  uno strumento molto utile per i docenti, che possono tenersi sempre informati sul mondo dell’energia ed effettuare il download gratuito dei numerosi  testi e pubblicazioni disponibili sul sito in italiano.

Il Museo Energia, come ogni altro museo, è suddiviso in stanze o aree tematiche:

  •  STORIA DELL’ENERGIA – Dalla scoperta del fuoco al calore prodotto per combustione, alla pila di Volta e le lampadine di Edison. Un viaggio tra passato, presente e … futuro dell’energia.
  • ENERGIE CONVENZIONALI – Petrolio, carbone, gas naturale. Tutte queste fonti hanno lunghi periodi di rigenerazione molto superiori ai tassi di consumo che ne condizioneranno l’uso attuale e futuro.
  • ENERGIA NUCLEARE – L’energia che scaturisce dal bombardamento dell’uranio con neutroni. Il processo di ‘fissione/fusione nucleare’. Il problema della radioattività e delle scorie.
  • FONTI RINNOVABILI – Forme di energia generate da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano in tempi brevi come il sole, il vento, l’acqua, le biomasse, la geotermia e tutte le fonti assimilabili
  • TUTELA AMBIENTALE – Si può razionalizzare l’uso dell’energia in modo semplice ed economico, senza peggiorare il nostro stile di vita?
  • RISPARMIO E USI FINALI – Usi e soluzioni atti a ridurre i consumi d’energia necessaria allo svolgimento delle varie attività, come la cogenerazione o la trigenerazione energetica, residenziale e non.

Gli studenti sono incoraggiati a inviare al Museo i progetti di classe sul tema dell’energia, che saranno pubblicati nello spazio “Scuola Energia”.

Il Museo offre il proprio supporto ad organizzare incontri, conferenze, seminari di discussione e formazione sui temi dell’energia e dell’ambiente; argomenti di attualità che hanno relazioni con le realtà in cui vivono i ragazzi e che vengono presentati da un Gruppo di esperti scelti tra coloro che collaborano al Museo Energia (accademici, tecnici, alti dirigenti e funzionari di imprese e amministrazioni pubbliche).

Per Maggiori informazioni

Associazione Museo Energia - Via della Stazione Vaticana, 3 – 00165 Roma

Tel. 06.636929
Fax 06.630381

e-mail: energiaonweb@gmail.com

 

Didattica aperta e Teacher for Teacher – Torino – 28-29 novembre 2014

plate-106588_640Il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino, organizza la terza edizione di T4T – Teachers for teachers - L’informaticadegliInsegnanti per gli Insegnanti . il 28 novembre e a seguire il 29 si svolgera’ il convegno Didattica Aperta - Libero accesso a software e saperi nella Scuola e nell’Università.

Il workshop T4T è gratuito, previa iscrizione obbligatoria da effettuarsi fino al 21 Novembre 2014 tramite il modulo di registrazione (disponibile dal 3 Novembre). Il Dipartimento di Informatica offrirà i suoi laboratori per lo svolgimento delle varie unità del workshop, mettendo a disposizione un computer per ognuno dei partecipanti anche se questi sono invitati a seguire le attività con loro strumenti in modo da potere poi da subito sperimentare in modo autonomo nelle classi quanto sviluppato nel workshop. Altre informazioni sono reperibili qui

DIdattica aperta nasce come convegno itinerante con l’obiettivo di coinvolgere gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado nell’opera di diffusione dei principi della conoscenza come bene comune e degli strumenti tecnologici e culturali per l’attuazione di quei principi. Quest’anno  i temi principali sono:

  • strumenti per una nuova presenza dell’Informatica nelle scuole (quindi ambienti di programmazione; materiali inerenti attività condotte nelle e per le scuole);
  • atteggiamento con cui affrontare una migrazione all’open ed esperienze di chi ha già affrontato questo passaggio nelle scuole o in altre aree della pubblica amministrazione.

Maggiori informazioni qui:

 

Tutto pronto per Programmo anch’io!

programmo_anch_io_webSono al nastro di partenza i 150 corsi promossi dall’Associazione Dschola con il sostegno della Fondazione CRT, per portare il linguaggio Scratch cnellle classi II e III delle scuole secondarie di I grado e nel biennio delle scuole secondarie di II grado del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Dopo gli incontri di presentazione durante il “Road Show” del progetto Diderot, ci sono state tantissime iscrizioni ai nostri corsi:  piu’ del doppio di quelle che siamo in grado di soddisfare! Si è concluso in questi giorni la fase di selezione delle scuole e dei formatori e il loro abbinamento e anche l’allestimento dei materiali che saranno distribuiti alle scuole partecipanti,

Già da alcuni anni, l’associazione promuove e organizza corsi su Scratch con l’obiettivo di sviluppare la creatività attraverso videogame o storytelling.

Dschola è riconosciuta anche a livello nazionale ed  europeo per le attivita’ di formazione e promozione sul linguaggio Scratch:  il progetto europeo “we learn” ha sostenuto la “learning expedition” promossa da DSchola, come “make’n learn”.

In particolare Alberto Barbero, responsabile del gruppo Ricerca e Sviluppo dell’Associazione, ha presentato al convegno Media and Learning 2014, l’iniziativa ” Programmo anch’io” e sempre per conto  dell’associazione Media and Learning, ha preso parte al webinar Programming as Creativity, di cui è possibile vedere qui la registrazione.  

Il progetto Programmo anch’io prevede una formazione presso le scuole partecipanti di 6 ore totali, suddivise in due incontri da 3 ore per ogni classe, da svolgersi nella stessa giornata, la cui partecipazione è gratuita.  Al termine delle attività gli studenti potranno presentare un progetto per ogni scuola; la commissione Dschola si occuperà di valutare i progetti; in seguito verranno forniti a Fondazione i nominativi delle scuole da premiare. E’ prevista una cerimonia conclusiva di premiazione organizzata da Fondazione CRT.

Seminario “TELESCUOLA.. click! Presente! Inclusione scolastica a 360 gradi”

Seminario “TELESCUOLA.. click! Presente! Inclusione scolastica a 360 gradi”

Giovedì 30 ottobre 2014 alle ore 14:00

Salone Consiliare Provincia di Asti, piazza Vittorio Alfieri, 33

 

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Quando i bambini non possono andare a scuola, è la scuola che può andare dai bambini: è quello che ha voluto fare Telescuola. Il progetto, realizzato dal Laboratorio ICT della Regione Piemonte, assicura inclusione e partecipazione scolastica a bambini che, a causa di gravi disabilità, hanno grandi difficoltà a frequentare regolarmente la scuola. Telescuola utilizza le nuove tecnologie per favorire la didattica e combattere l’isolamento e l’esclusione derivanti da patologie fortemente invalidanti. Abbiamo creato una sorta di aula virtuale in cui il bambino, nei giorni in cui non può frequentare, è comunque virtualmente presente a scuola, può partecipare alle lezioni e interagire con compagni e insegnanti: proprio come se fosse in aula.

In questo senso, il progetto sviluppa e potenzia servizi scolastici alternativi e complementari al servizio scolastico domiciliare. Il seminario costituisce un’occasione per sensibilizzare il territorio e le sue istituzioni, fornendo gli elementi caratterizzanti la buona pratica in questione.

Iscrizione su https://it.surveymonkey.com/s/9MDHN6Q

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Locandina Telescuola 30 ottobre 2014

Progetto realizzato da Laboratorio ICT REgione Piemonte  in collaborazione con CSP e Top-ix

Vinci un viaggio a Bruxelles e partecipa alla conferenza Media and Learning

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MEDEA Awards ultima chiamata!

Se siete interessati a partecipare al principale concorso europeo per i media educativi ricordiamo che il termine ultimo per inviare i vostri elaborati e’  il 30 settembre al mezzanotte (CET).

I Premi MEDEA hanno l’obiettivolo di  riconoscere e premiare l’eccellenza nel campo dei media per l’educazione, come video, audio, web, animazione, app,  grafica e user generated content. Gli elaborati possono essere  media prodotti professionalmente e artigianalmente e media prodotti da collaborazioni europee. I premi sono un buon modo per condividere i vostri progetti con un vasto pubblico e di vedere il vostro lavoro riconosciuto a livello internazionale.

La partecipazione è gratuita e la procedura di iscrizione in italiano: è possibile vedere la galleria dei lavori premiati negli anni passati.

Vincitori e finalisti potranno vincere un viaggio gratis a Bruxelles e prendere parte alla Media & Learning Conference
 il 20-21 novembre 2014.

Per maggiori informazioni:

Medea Awards –  Editorial Team Media & Learning News – ATiT, Leuvensesteenweg 132, 3370 Roosbeek, Belgium

Telephone: +32 16 284 040 | +32 16 223 273 | Fax: +32 16 223 743
E-mail: news@media-and-learning.eu
Website: news.media-and-learning.eu
Follow us on Twitter: @MediaLearning

Eleonora Panto’ – CSP (www.csp.it) National point of contact

 

 

La scuola al bivio – Quali prospettive per la scuola, Torino – 18/set/2014

scuolalbivioimgintestazioneL’ITCS Sommeiller di Torino e l’Associazione Dschola sono liete di invitarvi al Convegno “La Scuola al Bivio – Quali Prospettive per la Scuola Italiana“ 

L’incontro si terrà a Torino il 18 Settembre dalle 14.30 alle 17.00 presso il Teatro Juvarra.
ATTENZIONE: e’ cambiata la sede del Convegno

Nuova Sede: Sala conferenze SocialFare
Corso Palestro 14
10122 Torino
Italy

 Come si fa innovazione a scuola e come si traducono le buone idee in pratiche condivise?
Quali competenze si aspettano l’università e il mondo del lavoro dai nostri studenti?
Come si colloca il sistema scolastico italiano rispetto ai suoi omologhi europei?
Come dovremmo lavorare per dare più opportunità ai nostri ragazzi?Ne parliamo con

  • Juan Carlos De Martin
 Direttore Nexa Center, editorialista “La Stampa”
  • Sergio Duretti

 Direttore generale, CSP, Torino
  • Giulia Gianti, Emanuele Gallo, Eugenio Quarello
 Studenti, ITCS Sommeiller, Torino
  • Marco Gilli

 Rettore, Politecnico di Torino
  • Salvatore Giuliano
, Dirigente scolastico, ITIS Majorana, Brindisi
  • Francesco Luccisano , Capo segreteria tecnica del Ministro dell’Istruzione
  • Francesca Salvadori  *moderatrice

 Insegnante, ITCS Sommeiller, Torino


Introduce
 Giovanni Paciariello

, Dirigente scolastico, ITCS Sommeiller, Torino

Vi invitiamo a bloccare la data sulla vostra agenda e a registrarvi usando questo link
In attesa di incontrarvi, vi inviamo i più′ cordiali saluti

 

Die Hard PC – Arrivano i convertibili in tempo per le Classi 2.0 del 2014

La rivoluzione dei netbook, iniziata con l’OLPC da 100$ di Nicholas Negroponte, ha dimostrato che era possibile realizzare computer a basso costo ultraportatili. Da questa intuizione sono nati i Netbook prodotti commerciali di successo leggeri ed economici, ideali anche per le scuole. Poco dopo però sono arrivati i tablet e la rivoluzione è stata ancora maggiore, tanto che tutti gli analistiimage del settore hanno pontificato la fine dei Netbook dando per certa la loro sostituzione con i tablet o con gli ultrabook (PC sempre piccoli e leggeri ma potentissimi e carissimi).

In realtà le cose sono andate diversamente: i tablet non hanno sostituito del tutto i netbook ma hanno piuttosto digitalizzato altre fette di mercato, altri utenti, altre esigenze. E i netbook super economici che fine hanno fatto? spariti per sempre? forse no! perché se è vero che la categoria netbook è sparita dai supermercati è altrettanto vero che la fascia economica dei notebook non accenna ad esaurirsi e, anzi, proprio in questi giorni è nata una nuova specie: i “convertibili”. Come sempre il PC si trasforma di continuo ed è davvero “duro a morire”.

Oggi nei supermercati per circa 300 euro (e anche meno) si trovano ottimi PC ultraportatili con schermo da 10-11 pollici, touch screen e tastiera staccabile o schermo ruotabile. In pratica la categoria netbook, intesa come pc super economico e limitato nelle prestazioni, si è esaurita confluendo nella categoria dei convertibili, dotandosi di schermo più grande, touch screen e processori più potenti allo stesso prezzo.

Poter utilizzare un dispositivo che è fisicamente identico ad un tablet, che però è in realtà un vero computer consente di avere la massima compatibilità con qualsiasi tipo di software preesistente e la possibilità, non banale, di poter utilizzare il tablet come sistema di sviluppo e non solo come strumento autoriale o di consultazione. La presenza di una tastiera fisica è inoltre fondamentale per l’utilizzo scolastico fin dalle scuole primarie.

Il 2014 ha, quindi, portato almeno due novità per cui valeva la pena aspettare: i PC convertibili e le stampanti 3D (di cui si parla in questo post).

Infatti se nel 2012-2013 le classi 2.0 sembravano decisamente indirizzate all’adozione di tablet puri; quest’anno le classi 2.0 Piemontesi (che apriranno le danze a settembre 2014) si stanno orientando prevalentemente verso i convertibili, segno inequivocabile che la nuova categoria di computer sta incontrando il favore dei docenti.

Con le stampanti 3D le Classi 2.0 diventano FabLab

L’ultima tornata di classi 2.0 del Piemonte partirà a settembre 2014, in ritardo di un anno rispetto a qualche altra regione, ma con le tecnologie più mature e aggiornate. Il 2014 ha, infatti, portato almeno due novità per cui valeva la pena aspettare: i PC convertibili che hanno preso il posto dei netbook (di cui si parla in questo post) e le stampanti 3D.

imageFino allo scorso anno le stampanti 3D erano prodotti altamente professionali o kit di montaggio non alla portata di tutte le scuole. Oggi il discorso è molto diverso: sul mercato è finalmente possibile trovare stampanti 3D pronte all’uso destinate alla larga distribuzione. Per una scuola è ora possibile scegliere se prendere un kit per risparmiare ma cimentarsi con procedure di acquisto e e assemblaggio non alla portata di tutti o comperare una stampante pronta per essere messa in classe, con in più tutti i requisiti di sicurezza del caso.

Il primo prodotto a comparire sugli scaffali dei supermercati è la Hamlet HP3DX100, una stampante che è in grado di realizzare veri e propri oggetti tridimensionali in plastica progettati dai nostri allievi o scaricati tra gli innumerevoli modelli presenti su internet. La materia prima è un filo di plastica colorata che viene fuso a strati fino a creare il pezzo finito. Il procedimento di stampa è assolutamente identico alle stampanti in kit di montaggio ma questo modello ha in più uno sportello di sicurezza che tiene fuori le manine più curiose dal processo di stampa (che comunque non è particolarmente pericoloso).

Per la modellazione di oggetti 3D si possono usare i software (anche gratuiti) in grado di esportare nel formato STL. Tra questi software molto efficace è Blender che Dschola, la rete ENIS, la Fondazione Ultramundum e L’ITI Majorana avevano già proposto alle scuole nel 2005 con un corso online finanziato dal MIUR a cui avevano partecipato docenti di tutta Italia e di tutti gli ordini di scuole. Anche se i tutorial in rete non mancano, se volete i materiali del vecchio corso li trovate qui

imageIl prezzo di acquisto di circa 1300 euro è alla portata delle classi 2.0 e, a questo budget, vanno aggiunti i rocchetti di filo di plastica dal costo di 50 euro l’uno. Se vogliamo un kit completo il prezzo si dimezza, se usiamo pezzi di recupero si scende fino a 350 euro (il budget di due studenti del Majorana che quest’anno presentano la stampante 3D all’esame di stato)

Lo scorso anno le periferiche più innovative erano le stampanti WiFi/AirPrint e i proiettori con il Miracast/Airplay funzioni comodissime ma niente di veramente inedito, oggi possiamo con una nuova periferica cambiare le prospettive dei nostri studenti per trasformarli in creativi. La rivoluzione maker è semplice: mezzi di produzione e know-how a disposizione di tutti, software open source e tecnologie a basso costo; possibilità di lavorare su piccola scala dal prototipo al prodotto finito. Se aggiungiamo questi semplici ingredienti agli “antichi” e sempre nuovi Tablet PC ci ritroveremo con le nostre Classi 2.0 magicamente trasformate in piccoli FabLab e la quarta rivoluzione industriale sarà un gioco da ragazzi…

To boldly go where no man has gone before

Ridateci i Cookie!

In questi giorni si sta concludendo una annosa battaglia contro i cookie nata per tutelare al meglio la nostra privacy che, viste le energie messe in campo, sembrava più a rischio che mai.

Con lo slogan “Stop all’installazione dei cookie per finalità di profilazione e marketing da parte dei gestori dei siti senza aver prima informato gli utenti e aver ottenuto il loro consenso.” Il Garante privacy lancia un provvedimento generale [doc. web n. 3118884] pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, adottato al termine di una consultazione pubblica, nel quale ha individuato modalità semplificate per rendere agli utenti l’informativa on line sull’uso dei cookie e ha fornito indicazioni per acquisire il consenso, quando richiesto dalla legge.

Sembra tutto fantastico, finalmente siamo al sicuro e finalmente sono rispettate le normative europee…Davvero?

I cookie sono piccoli file di testo che i siti visitati inviano al terminale (computer, tablet, smartphone, notebook) dell’utente, dove vengono memorizzati, per poi essere ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva. Sono usati per eseguire autenticazioni informatiche, monitoraggio di sessioni e memorizzazione di informazioni sui siti. Sono talvolta indispensabili ma, attraverso i cookie, si può anche monitorare la navigazione, raccogliere dati su gusti, abitudini, scelte personali che consentono la ricostruzione di “dettagliati” profili dei consumatori. Con il termine “dettagliati” sembra che non abbiamo scampo, ma quello che non si dice è che comunque il cookie non è in grado di individuare la persona fisica che sta dietro al monitor, in pratica memorizzano (sul tuo computer) parole chiave, ricerche in rete ma non sanno chi le sta compiendo.

Infatti, quello che nessuno spiega bene, è che i cookie sono limitati al browser e al terminale in uso, quindi i siti web che “profilano” sanno cosa cerchiamo ma non sapranno mai esattamente chi siamo, inoltre non sono possibili incroci di dati tra tablet, telefoni e pc e nessuno potrà mai usare un cookie per identificare qualcuno a livello legale.

Ma quali sono i sintomi di questa profilazione da cookie tanto temuta per la privacy personale di ognuno di noi? Proviamo a fare qualche esempio:

  1. Vado su un sito di automobili usate e cerco una Panda. Per alcuni giorni su siti completamente diversi mi appariranno banner pubblicitari di Panda in vendita. Dove sta il problema? Magari non avevo ancora trovato l’occasione giusta e grazie alla pubblicità trovo proprio quello che cercavo. Oppure ho già fatto l’affare e quando vedo una offerta più vantaggiosa mi mangio le mani… c’est la vie!
  2. Sto cercando online un mutuo più vantaggioso di quello attuale. Improvvisamente la pubblicità dei siti web che frequento capisce fin troppo bene di cosa ho bisogno e mi arrivano banner di associazioni consumatori che aiutano a difendersi dai cavilli delle banche e magari scopro che bastava cercare non un mutuo ma una associazione per trovare l’aiuto che cercavo.
  3. Questo è, invece, il caso più antipatico: Uso facebook da un computer qualsiasi non mio (biblioteca, laboratorio, ecc…) e, all’accesso successivo, il mio username resta memorizzato. Fastidioso e pericoloso ma paradossalmente non è vietato dalla normativa sulla privacy perché non è profilazione utente x scopi commerciali!!!

Va ribadito che, in qualsiasi caso, chi mi vende la panda scoprirà la mia vera identità solo dal notaio e non prima. Le pubblicità mirate sono fatte sulla parola chiave (“panda” o “mutuo” nel nostro esempio) e non certo sui miei dati personali che non sono accessibili ai cookie. E, ricordo ancora una volta, che i cookie stanno sul mio pc e non sui server di qualcun altro, li posso quindi sempre controllare o cancellare.

Quindi falso problema? No cavallo di Troia! Se avete notato già da qualche anno i siti web più popolari, i servizi cloud, gli smartphone, i tablet e perfino i browser obbligano l’utente a identificarsi come mai era accaduto prima. La procedura di registrazione dell’account personale è ora diventata obbligatoria e invasiva anche nei browser come Chrome e, quindi, chi ci vuole spiare ora non ha più bisogno di utilizzare anonimi cookie ma sa esattamente chi siamo, cosa facciamo e cosa cerchiamo e l’associazione tra la persona e le nostre abitudini è ora assoluta, spesso abbinata, per motivi di sicurezza, anche ad un nostro numero di telefono cellulare per il quale abbiamo presentato un documento di identità!!!

Quindi, per tutelare la nostra privacy, abbiamo vietato i cookie che memorizzavano dati incompleti ed incerti sui nostri dispositivi e siamo migrati su un sistema dove la nostra identità è ora certificata al 100% e i nostri dati (e non soltanto più le nostre tracce di navigazione) vengono memorizzati direttamente nei server di Google, Facebook, Microsoft, Amazon, Yahoo, Apple e cosi via con buona pace della Privacy e del Garante e con nessun controllo da parte nostra!!!

Forse è meglio cosi, meglio affidarsi alle serie e competenti multinazionali appena citate che ai nostri improbabili e fantomatici stakeholder (cosi li chiama il Garante) esperti di sicurezza e privacy…

PS

I siti scolastici non devono mettere nessun avviso inerente i cookie, così come vanno a dire in giro alcuni espertoni, perché le scuole non profilano gli utenti a scopi commerciali.

A titolo di esempio il garante ha predisposto un modello di “banner” informativo per informare e accettare l’uso dei cookie; peccato però che, nel disegno pubblicato, troviamo un esempio di finestra modale (popup) e non di un banner :-P

www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3167231