NAO Tour fa tappa in CSP

E’ l’8 di Aprile la giornata dedicata a NAO, il Robot umanoide che dopo aver viaggiato da Genova a Pontedera, da Bologna a Catania arriva a Torino, per incontrare gli studenti delle scuole secondarie e i loro insegnanti.nao
NAO, sviluppato dalla società Aldebaran Robotics, è un umanoide impiegato per scopi educazionali, di edutainment, di assistenza e come “robot companion”. Ai partecipanti verrà dato un attestato di partecipazione e il software di programmazione di NAO.
Tutti i dettagli sul progetto NAO sono disponibili sul sito della Scuola di Robotica.
Dove e quando
8 aprile 2015 dalle 14:30 alle 17:30
CSP innovazione nelle ICT,
in via Alassio 11/c a Torino

E necessaria la registrazione all’indirizzo www.campustore.it/nao-tour-2015 .

Geek Dschola: tre appuntamenti da non perdere

GeekDschola-300x124L’Associazione Dschola propone un ciclo di seminari rivolti ai docenti per conoscere meglio le nuove tecnologie, le tendenze e le migliori opportunità didattiche offerte dalle tecnologie.

I protagonisti di Geek Dschola sono docenti, esperti e appassionati di tecnologia a scuola che vogliono condividere saperi esperienza e curiosità con chi è interessato.

Dal Laboratorio al FAB LAB

14 APRILE 2015 – AUDITORIUM ITI MAJORANA DI GRUGLIASCO (TO) ORE 14.30 – 17.30

Cos’è un FabLAB? Come realizzare un mini FabLAB a scuola? Come rivoluzionare la didattica con la nuova filosofia dei Maker? Stampanti 3D in Kit open source adatti ai diversi ordini di scuole. Modellazione 3D facile con Blender e ThinkerCad. Venite a scoprire tutti i segreti del mestiere dei Makers.
Eleonora Panto, Dario Zucchini (Dschola); Andrei Bulai, Michele Damiano (ex allievi dell’ITI Majorana e Maker presso il FabLAB Pavone)

GREEN LAB

28 aprile 2015 – Auditorium ITI Majorana di Grugliasco (TO) ore 14.30 – 17.30
Il progetto top-secret di Dschola! Una idea nuova e rivoluzionaria che consente di ristrutturare i laboratori delle scuole con un risparmio del 70% sui costi di acquisto e un risparmio del 98% sui consumi elettrici. Basta con i vecchi rottami! È ora di computer nuovi, performanti e finalmente sostenibili!
Eleonora Panto, Dario Zucchini, Ivan Bertotto, Mattia Davì, Stefano Mercurio, Claudio Borgogno, (Dschola)

CODING con APP INVENTOR

20 MAGGIO 2015 – AUDITORIUM ITI MAJORANA DI GRUGLIASCO (TO) ORE 14.30 – 17.30

Finalmente tutti parlano di “coding” e di programmazione in tutti gli ordini di scuole ma pochi sanno davvero programmare un vero tablet o uno smartphone. Se volete imparare a realizzare, in pochi semplici passi, delle vere APP su dispositivi Android venite a scoprire come si lavora con App Inventor e quali sono le sue potenzialità. Un appuntamento da non perdere per gli appassionati di mobile device!
Alberto Barbero (Dschola)

Scarica il volantino degli Eventi Geek Dschola

Non dimenticare l’evento Italian Scratch Festival sabato 9 maggio!

Ingresso libero, è gradita la prenotazione on-line.
*** ISCRIVITI ALL’EVENTO ***

Italian Scratch Festival 2015

scratch_corsoEd eccoci arrivati alla quarta edizione del Festival italiano di Scratch, unica esperienza di questo tipo nel panorama nazionale e internazionale. Dal 2012, quanto  come Associazione Dschola siamo partiti nella promozione di questo ambiente di programmazione, Scratch ha fatto molta strada :) soprattutto grazie alla rete dei CoderDojo (se non sai cos’è puoi leggerlo qui). Grazie al sostegno della Fondazione CRT abbiamo realizzato 150 corsi di formazione su Scratch in altrettante scuole del Piemonte e della Valle d’Aosta, e ogni volta si conferma l’entusiasmo degli studenti.

Questa edizione, ancora per quest’anno, rispecchia le stesse modalità: possono partecipare studenti del biennio delle superiori  e l’iscrizione viene fatta a cura degli insegnanti. Qualcuno ci scrive per chiederci se possono partecipare allievi più piccoli o più grandi. Finora le richieste ricevute stanno sulle dita di una mano, ma se avete qualche ragazzo particolarmente bravo,  mandateci una mail a info@associaizonedschola.it,  e ci organizziamo per una presentazione fuori concorso.

Iscrivetevi per tempo è gratis e’ c’e’ tempo fino  31 marzo 2015 -tanto  poi avete qualche settimana in più per mandarci i vostri lavori. Se sarete selezionati potrete partecipare alla Cerimonia di Premiazione, che si svolgerà durante lo Scratch Day il 9 maggio all’ITIS Majorana di Grugliasco.

L’evento di chiusura dell’Italian Scratch Festival è sempre molto coinvolgente perchè i ragazzi arrivano da tutta Italia e hanno l’opportunità di ascoltare relazioni a cura di esperti in varie discipline, oltre che vedere lavori realizzati da makers in erba, come si puo’ vedere in questo servizio del 20 maggio 2014 realizzato da TG Leonardo (dal minuto 6.20)

Allora che aspettate? Per saperne di più e iscrivervi http://www.associazionedschola.it/isf

 

 

Coder Dojo anche a Torino!

logoOgni ragazzo e ragazza dovrebbe godere dell’opportunità di apprendere i concetti base della programmazione informatica. Dovrebbe essere consentito ad ogni giovane di non vivere la tecnologia digitale solamente da consumatore, ma di poter agire attivamente su di essa in modo critico e consapevole. Curiosando, esplorando, sperimentando e divertendosi.

Per questo sono nati in tutto il mondo i cosiddetti ‘CoderDojo”, club gratuiti che hanno come obiettivo quello di organizzareattività e laboratori per giovani durante i quali i più piccoli, per esempio, possono imparare usando ambienti di programmazione adatti alla loro età (Scratch) e creando, in modo originale, i loro primi programmi e videogiochi. Tutto questo in un ambiente informale dove possano sperimentare liberamente, in assenza di regole, in una vera e propria palestra della mente, gratuita, dove non ci siano verifiche e voti e soprattutto non ci sia la paura di sbagliare. Il tutto gestito da volontari chiamati ‘mentor’.

La maggior parte delle città italiane ha un club di questo tipo. Da sabato 28 Febbraio 2015 anche Torino avrà il suo CoderDojo. A guidare il gruppo di entusiasti, pronti a offrire questa opportunità ai giovani di città e provincia, c’è l’associazione culturale Museo Piemontese dell’Informatica – MuPIn, con Progetto RenaDigital ChampionsAssociazione DscholaRete delle Biblioteche civiche torinesi42 AdvisoryLombroso 16Talent Garden e Fablab Torino. Il cosiddetto “champion” torinese, il capogruppo, è Elia Bellussi, mentre i “mentor” della città sono Marco Alvino, Roberta Bertero, Carla Bertuzzi, Roberto Guido, Fabio Malagnino, Stefano Mercurio, Alessandro Rabbone e Marta Zanetta.

Il primo evento  si è svolto  sabato 28 febbraio a Lombroso 16 (via Lombroso 16, Torino) dalle 14.30 alle 17.30 e sono stati circa 25 i ragazzi fra i 7 e i 14 anni che hanno partecipato.

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Stefano Mercurio presenta Scartch ai bambini

CoderDojo è rivolto a ragazze e ragazzi tra i 7 e i 14 anni. Nella prima parte del laboratorio verrà spiegato il funzionamento di Scratch attraverso esempi che i bambini potranno replicare sui propri computer con il supporto dei mentor. Nella seconda parte, dopo la merenda, i ragazzi saranno liberi di continuare a personalizzare il proprio progetto o di crearne un altro sulla base di quello che hanno imparato. Per partecipare è obbligatoria l’iscrizione su coderdojotorino.eventbrite.it. Ogni partecipante dovrà essere accompagnato da un adulto, avere con sé un computer portatile, su cui, possibilmente, dovrà essere installato il programma Scratch (indicazioni qui: http://coderdojotorino.it/chi-siamo/scratch/), e la merenda.

Fantasia e collaborazione sono requisiti fondamentali per imparare e divertirsi. “Be cool” è il motto di Coderdojo: creare, condividere, comunicare, essere spontanei ed empatici. Per ulteriori informazioni è possibile contattare gli organizzatori scrivendo a info@coderdojotorino.it

Ci risiamo con le VPN

Nelle scuole le VPN (Virtual Private Network)e le reti WAN (Wide Area Network) hanno svolto un ruolo utile fino ai primi anni 2000. In quel periodo le VPN o le WAN erano l’unica alternativa alla posta elettronica per interconnettere i diversi plessi di una scuola e condividere i documenti. Negli ultimi anni sono pian piano sparite, superate da servizi web sempre più numerosi, completi e spesso gratuiti.

Oggi con il “cloud”  le scuole hanno moltissime alternative per condividere informazioni: registro elettronico, Sidi, Bacheca Web, Google Drive, Google Apps, OneDrive, DropBox, Moodle, Office 365, perfino il proprio sito web realizzato con WordPress, Joomla, Drupal, SharePoint, Share.Dschola e chissà quante altre possibilità. La cosa che hanno in comune questi servizi è che sono tutti basati sul web, sono ospitati su server esterni, nella nuvola di internet (cloud appunto) e alle scuole non richiedono nient’altro che una normale connessione ad internet. Una bella comodità.

Proprio quando mi sarei spettato di non sentir più parlare di VPN ecco che in giro per le scuole c’è di nuovo qualcuno che propone le VPN:

  1. in una scuola sono i genitori mentre danno una mano a sistemare il laboratorio con PC dismessi vogliono anche mettere delle VPN per consentire l’accesso da casa ai PC della scuola
  2. in altre scuole sono gli stessi provider che propongono le VPN per consentire una condivisione dei documenti tra plessi
  3. in altre ancora la VPN serve giustamente per consentire la telefonia Voice over IP (VoIP) tra i plessi.

La domanda che si fanno i responsabili delle ICT è:  Serve davvero?

  1. Collegarsi da casa ai PC della scuola (ammesso che questi rimangano accesi a scuola chiusa) non serve quasi a nulla, i docenti hanno altre priorità come quella di avere la navigazione protetta e di rimettere in funzione laboratori sempre più obsoleti; non certo quella di lavorare anche di notte su PC obsoleti.  In qualsiasi caso per collegarsi in remoto basta un qualsiasi servizio gratuito come TeamViewer e non certo una VPN.
  2. Collegare le sedi tra di loro e magari anche la segreteria non ci serve più a nulla. Accedere ai server della segreteria è oggi pure vietato dalla normativa sulla privacy. Si tratta di una proposta che può ancora avere senso nelle aziende che utilizzano server propri, ma nelle scuole dove oramai quasi tutti i dati sono ospitati su server esterni e dove i pochi documenti interni alla segreteria sono blindati dalla normativa sulla privacy la VPN è davvero inutile e perfino rischiosa.
  3. Poter telefonare tra i diversi plessi senza pagare le telefonate può essere invece molto utile. Basta interconnettere i diversi centralini VoIP tra di loro e per farlo si può usare anche una VPN. Questa è l’unica applicazione ancora utile per le VPN. Ma attenzione non dovete chiedere al vostro gestore telefonico di adeguare le linee per “fare il VoIP e non pagare le telefonate” altrimenti vi proporranno una linea carissima con tanto di VPN al solo scopo di recuperare con tanto di interessi il mancato traffico telefonico! Attenzione!

Quello che proprio rende le VPN inadatte alle scuole è che, le Virtual Private Network, si portano spesso dietro adeguamenti tecnologici, terribilmente svantaggiosi per le scuole, basati su router carissimi, configurazioni complicate da gestire e, soprattutto, connessioni internet “simmetriche” carissime quanto lente (si arriva fino a 8-9mila euro all’anno per una linea con velocità in download inferiore ad una normale ADSL).

Se proprio dovete realizzare una VPN per il traffico telefonico o per l’accesso remoto ricordate che va bene un qualsiasi router/firewall da poche centinaia di euro (oppure Asso.Dschola che è gratuito) e va benissimo una normale linea ADSL da 7 o 20 megabit.

Jam Today: workshop per insegnanti su gioco e apprendimento

jamtoday_piemontechicL’apprendimento basato sul gioco sta diventando sempre più popolare, come dimostrano il numero sempre maggiore di  “applied games” che vengono sviluppati oggi. Non c’è ancora abbastanza attenzione però a come implementare questa tipologia di giochi, proponendoli negli ambienti educativi assicurandosi risvolti significativi sull’apprendimento.

Per questo motivo dopo aver organizzato Turin Jam Today, ecco il primo seminario di formazione per gli insegnanti interessati a saperne di più su come usare i giochi nell’apprendimento.  Durante il seminario, dopo una breve introduzione sul progetto JamToday e sul tema,  sarà presentato “Compilator” uno dei giorni selezionato dalla Giuria Europea, progettati e realizzati durante la Gam Jam,  con l’obiettivo di valutarne l’usabilita’ e l’efficacia per l’apprendimento. Il seminario vedrà la partecipazione attiva dei partecipanti e la presenza di esperti, tra cui Marco Mazzaglia e gli autori del gioco “Compilator” Nunzio Cassisi e Bruno Candita.

Quando: 30 gennaio 2015

Dove: CSP – via Alassio 11/c  – dalle 1400 alle 1730

 

Programma: (NEW – aggiornato al 14 gennaio 2015) 

  • 14.00 Benvenuto/Presentazione del Progetto JamToday – Eleonora Pantò (CSP)
  • 14.10 Applied Game e didattica – Marco Mazzaglia (T-union)
  • 14.30  Giochi nella didattica: Sfide e opportunità – Attività in gruppi
  • 15.00 Presentazione “Compilator”: imparare il coding  con un gioco –  Bruno Candita e Nunzio Cassisi – Chickaboom
  • 15.15 Test di “Compilator” – Attività in gruppi
  • 15.45  Coffe Break
  • 16.00 Concept Development:  Come utilizzare i giochi per insegnare il coding – Attivita’ in gruppi
  • 16.20 Presentazione dei concept e discussione
  • 17.15  Chiusura del workshop

Costo: Gratis

Cosa Serve: un portatile e voglia di partecipare

Iscrizioni:  https://www.eventbrite.it/e/turin-jam-today-workshop-for-teachers-tickets-15044779340



JamToday è una thematic network co-finanziata dal programma EU CIP nato con l’obiettivo di  creare un hub centralizzato per l’implementazione sostenibile e la diffusione della prossima generazione di giochi educativi in Europa. L’ obiettivo della rete JamToday è quello di utilizzare i principi del game design applicato per creare giochi utili e significativi, ma anche per spiegare e progettare il contesto, ad esempio la classe o il curriculum, in cui il gioco può essere più efficacemente implementato e utilizzato.
Il metodo di lavoro del progetto è basato sull’organizzazione di eventi chiamati game jam, organizzati da diversi anni in tutto il mondo e percepiti come un potente strumento per stimolare l’innovazione nella creazione, nello sviluppo e nella distribuzione di giochi educativi. Si tratta di eventi sul modello dell’hackathon, ma incentrati sulla fase di sviluppo del gioco. Tipicamente organizzati per 48 ore consecutive in contemporanea in tutto il mondo, i game jam offrono la possibilità di sviluppare un’idea con una soluzione innovativa, costruendo nuovi network tra professionisti di ambiti e ambienti professionali diversi.
Jamtoday sostiene questo processo fornendo il supporto per gli eventi a livello locale, regionale, nazionale ed europeo e agendo da facilitatore. Compito del progetto è quello di trasformare  i professionisti dell’apprendimento in designer educativi  con l’aiuto della conoscenza e della pratica del game design. Allo stesso modo, il progetto può contribuire a trasfomare gli studenti in persone che ragionano secondo le logiche del gioco, portandoli alla transizione da semplici utenti di una tecnologia, ad esperti di ICT capaci di esprimere la propria creatività usando il videogame come medium. Nel corso dei 3 anni di sviluppo del progetto, JamToday offre l’opportunità di collaborare a  livello locale, regionale, nazionale ed europeo, organizzando una serie di  game jam su diversi temi, con l’obiettivo principale di migliorare le competenze in materia di ICT, in particolare l’apprendimento della programmazione e la creazione di giochi. Altri temi intorno ai quali verranno organizzati i game jam sono l’adozione di stili di vita sani  come la corretta alimentazione e l’apprendimento della matematica: con l’obiettivo  di fornire un ponte tra settori differenti per garantire una diffusione di successo della prossima generazione di giochi educativi in tutta Europa.

 

Quanti UPS gratuiti nelle scuole!!!

In questi ultimi mesi parecchi dirigenti scolastici e colleghi mi hanno chiesto un parere su una fornitura di UPS totalmente gratuita per le scuole. UPS vuol dire uninterruptible power supply, in italiano gruppo di continuità. Si tratta di un dispositivo che provvede a fornire alimentazione elettrica anche in assenza di alimentazione di rete utilizzando delle batterie tampone che vengono mantenute costantemente sotto carica. I gruppi di continuità moderni filtrano anche la rete elettrica proteggendo i dispositivi collegati da sbalzi e sovratensioni.

Abituati a ricevere qualsiasi cosa purché gratuita ci sono scuole che hanno preso gratuitamente 100 o anche 600 UPS pensando di ricevere effettivamente un regalo. Ma è davvero un regalo? perchè tutti questi gruppi di continuità vengono distribuiti alle scuole? ci servono davvero? Aiutano a risparmiare?

La verità è ben diversa:

  • questi ups non sono in grado di produrre un risparmio sulla bolletta, oltre ad alimentare il pc a cui sono collegati devono anche caricare la batteria tampone, semmai quindi consumeranno qualcosina di più
  • nei laboratori installare un ups su ogni pc ci complica solo i cablaggi e la gestione (le scuole di solito tolgono l’alimentazione a tutto il laboratorio al termine delle lezioni mandando in allarme l’ups)
  • Le batterie al piombo, al nickel, al litio o al cadmio che questi ups contengono non sono eterne e tra qualche anno saranno comunque da sostituire o da smaltire. Lo smaltimento di questi materiali non è uno scherzo!!! ecco la fregatura: gratis la consegna, onere delle scuole lo smaltimento.

Ci sono scuole che hanno ricevuto in dono 600 ups !!! tra tre o quattro anni queste scuole dovranno preoccuparsi di smaltire ecologicamente e a loro spese ben 600 batterie esauste. Sperando che questi ups non finiscano nel cassonetto dell’indifferenziato o nella Dora sarebbe utile sapere già da subito quali saranno i costi per l’amministrazione pubblica di questa ennesima trovata.

 

Dschola ad ABCD di Genova

downloadDschola ha partecipato al salotto nazionale ABCD di Genova intervenendo al convegno sulla Buona Scuola Digitale. Sono intervenuti il prof. Zucchini, la prof.ssa Perrone, il prof. Barbero e il prof. Davì.

Dario Zucchini, ha presentato la struttura necessaria per le classi 2.0, focalizzando l’attenzione sulla scelta dei dispositivi per la connettività wireless (per approfondimenti rimandiamo alle slides che saranno pubblicate sul sito).

Alberto Barbero e Mattia Davì hanno presentato le attività di Dschola svolte nell’ambito del coding. Dalle slides si può vedere come Dschola abbia svolto la funzione di precursore nella promozione dell’uso di Scratch nella scuola, in particolar modo con l’Italian Scratch Festival che con l’edizione 2014 è giunto alla 4° edizione.

Inoltre i progetti sul coding hanno raggiunto un loro riconoscimento con il progetto We learn, in collaborazione con l’università di Stoccolma e con la linea progettuale “Programmo Anch’io” nell’ambito del progetto Diderot 2014 – Fondazione Crt (qui è possibile vedere il sito dedicato).

Mattia Davì ha illustrato come il coding costituisca un modo diverso di approcciarsi all’apprendimento, sfruttando come punti cardine la creatività e la capacità di problem solving. In quest’ottica apprendere un linguaggio come Scratch non ha l’intento di sviluppare dei piccoli programmatori in erba, ma è necessario per comprendere le logiche di funzionamento di un programma: la competenza appresa sta nell’orientarsi in questo nuovo alfabeto, che è quello digitale.

Stella Perrone dell’IIS “A. Castigliano” di Asti ha presentato un modello di formazione sostenibile “Le scuole per le scuole” realizzato nell’ambito dell’attività dei Csas Dschola (Centri Servizi Animazione e Sperimentazione) in collaborazione con Usr Piemonte. L’intervento è stato condotto in collaborazione con con la dott.ssa Anna Massa dell’ufficio scolastico regionale del Piemonte.

Le caratteristiche vincenti del modello di formazione presentato si possono riassumere in alcuni punti:

  • Ricerca permanente;
  • Passione e continuo aggiornamento dei formatori;
  • Diffusione delle buone pratiche;
  • Condivisione (intesa come la volontà di trasferire le competenze e diffondere le buone pratiche);
  • Crescita del know-how delle scuole per renderle autonome nella gestione delle tecnologie, riducendo i costi di manutenzione dei laboratori;
  • Collaborazione;
  • Apertura al territorio (enti e associazioni / università / centri di ricerca);
  •  Creazione di modelli replicabili. In questo senso abbiamo creato veri e propri prodotti:
  1. AssoDschola e Manutenzione zero (che partono da esperienze sul campo basate sui bisogni delle scuole);
  2. Modello 1:1 (One to One Computing), implementato nel progetto Scuola Digitale in Piemonte, nasce da una precedente esperienza, tra le prime sperimentazioni in Italia.
  3. Coding: da anni i Csas lavorano per una didattica innovativa dell’informatica e propongono strumenti di facile uso (Scratch, AppInventor, …).

Il nostro modello vincente è la rete, essere un’associazione di scuole per le scuole che insieme fanno sistema e permettono lo sviluppo di tutte le scuole del territorio.

Museo dell’Energia

museo_energiaCon piacere segnaliamo il Museo Energia – www.museoenergia.it –  un museo virtuale, allestito e costantemente aggiornato da esperti in materia di energia.

In un contesto economico e sociale in rapido cambiamento è necessario che i cittadini, in particolare i giovani, dispongano di informazioni aggiornate, credibili e accessibili in tema di energia e ambiente anche per poter effettuare scelte responsabili. Da qui è nata, qualche anno fa, l’idea di dar vita ad un museo virtuale, uno “spazio” di approfondimento sulle tematiche energetiche che si rivolge agli studenti degli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore, al relativo corpo docente e, di conseguenza, alle famiglie. Una raccolta organizzata di articoli, presentazioni, pubblicazioni dal download gratuito e video che spaziano dalla storia dell’energia, alle fonti energetiche convenzionali, dall’energia nucleare alle fonti rinnovabili, dalla tutela ambientale al risparmio e usi finali.

Un luogo di formazione e diffusione dell’informazione in materia di energia in cui gli esperti, che certificano la propria competenza con curriculum vitae e foto, condividono a vari livelli le proprie conoscenze ed esperienze in una grande e innovativa rete sociale. Attraverso www.museoenergia.it si vuole fornire, a quanti siano interessati, versioni favorevoli e contrarie di ogni argomento trattato perché ognuno possa costruire in modo autonomo la propria opinione al riguardo.

È  uno strumento molto utile per i docenti, che possono tenersi sempre informati sul mondo dell’energia ed effettuare il download gratuito dei numerosi  testi e pubblicazioni disponibili sul sito in italiano.

Il Museo Energia, come ogni altro museo, è suddiviso in stanze o aree tematiche:

  •  STORIA DELL’ENERGIA – Dalla scoperta del fuoco al calore prodotto per combustione, alla pila di Volta e le lampadine di Edison. Un viaggio tra passato, presente e … futuro dell’energia.
  • ENERGIE CONVENZIONALI – Petrolio, carbone, gas naturale. Tutte queste fonti hanno lunghi periodi di rigenerazione molto superiori ai tassi di consumo che ne condizioneranno l’uso attuale e futuro.
  • ENERGIA NUCLEARE – L’energia che scaturisce dal bombardamento dell’uranio con neutroni. Il processo di ‘fissione/fusione nucleare’. Il problema della radioattività e delle scorie.
  • FONTI RINNOVABILI – Forme di energia generate da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano in tempi brevi come il sole, il vento, l’acqua, le biomasse, la geotermia e tutte le fonti assimilabili
  • TUTELA AMBIENTALE – Si può razionalizzare l’uso dell’energia in modo semplice ed economico, senza peggiorare il nostro stile di vita?
  • RISPARMIO E USI FINALI – Usi e soluzioni atti a ridurre i consumi d’energia necessaria allo svolgimento delle varie attività, come la cogenerazione o la trigenerazione energetica, residenziale e non.

Gli studenti sono incoraggiati a inviare al Museo i progetti di classe sul tema dell’energia, che saranno pubblicati nello spazio “Scuola Energia”.

Il Museo offre il proprio supporto ad organizzare incontri, conferenze, seminari di discussione e formazione sui temi dell’energia e dell’ambiente; argomenti di attualità che hanno relazioni con le realtà in cui vivono i ragazzi e che vengono presentati da un Gruppo di esperti scelti tra coloro che collaborano al Museo Energia (accademici, tecnici, alti dirigenti e funzionari di imprese e amministrazioni pubbliche).

Per Maggiori informazioni

Associazione Museo Energia – Via della Stazione Vaticana, 3 – 00165 Roma

Tel. 06.636929
Fax 06.630381

e-mail: energiaonweb@gmail.com